Settimana di azione nazionale «Figli di genitori con una dipendenza»: anche la cultura affronta il tema

05.03.2024

In Svizzera si stima che circa 100’000 bambini vivano con un genitore che ha un uso problematico di alcol o di altre sostanze. Durante la settimana di azione, coordinata a scadenza annuale da Dipendenze Svizzera e che quest’anno si terrà dall’11 al 17 marzo, numerose organizzazioni di 14 cantoni hanno previsto più di 30 eventi. Ormai il tema viene affrontato anche da un numero sempre maggiore di produzioni culturali nel campo del cinema, del teatro, della danza, della musica e dai podcast.

Occorre continuare a mobilitarsi a favore dei figli di genitori alle prese con una dipendenza, anche grazie al contributo della cultura. Dopo film come Trinkerkinder, Platzspitzbaby o Prinzessin, durante e dopo la settimana di azione verrà proiettato, in diverse località il documentario „Löwenzahnkind“, in cui il regista ha seguito Jasmin, cresciuta a contatto con le dipendenze, nel suo viaggio verso il Portogallo, dove va a trovare il padre, un ex eroinomane. Jasmin e altri diretti interessati raccontano la loro storia, parlano delle sfide e dei pregiudizi con cui sono confrontati i figli delle persone dipendenti. „Alkohol“ è invece il titolo della pièce teatrale di Nina Langensand che, essendo figlia di una persona alcolista, presenta una delicata analisi della vulnerabilità, dell’isolamento, del controllo e della perdita dello stesso. Sia durante che dopo la settimana di azione saranno disponibili ulteriori produzioni, come le performance di danza in francese della TacTic Dance Company (Al-Anon), le cronache su podcast (sempre in francese) di Charlotte You o il brano „Wiiter“ di Pedro (feat. Leyla Tetteh-Quaye).

 

La popolazione deve guardare in faccia alla realtà e dare una mano

Queste offerte dovrebbero incoraggiare la popolazione a guardare in faccia alla realtà e a contribuire affinché i bambini che crescono a contatto con una dipendenza trovino supporto. L’opuscolo „Cosa possono fare le persone vicine?“ fornisce indicazioni su come instaurare un dialogo con i genitori alle prese con una dipendenza e con i loro figli, e come sostenere questi bambini. L’opuscolo segnala inoltre le istanze a cui rivolgersi in caso d’emergenza.

«I bambini vanno protetti. Se si confidano con voi, consideratelo un regalo e non un fardello. […] Cercate di riconoscere la loro sofferenza, una supplica, un segno non verbale. Cercate di ascoltare. Riflettete su quello che avete percepito, anche a rischio che si tratti di un falso allarme».
Marc (nome di fantasia) è cresciuto con genitori affetti da una dipendenza.

 

La situazione dei figli di genitori con una dipendenza

Se un genitore è dipendente, tutta la famiglia ne soffre. Per i bambini ciò significa spesso che a casa il clima è teso, carico di conflitti e imprevedibile. I bambini devono convivere quotidianamente con la paura, la vergogna, i sensi di colpa, l’insicurezza e non da ultimo con l’isolamento.

«Vivendo in un paesino, siamo consapevoli che “tutti lo sanno”. Se ripenso a quel periodo ora che sono adulta, provo amarezza, soprattutto nei confronti degli adulti che vivevano intorno a me. Ben pochi si sono interessati a quello che stavo passando. Ero una brava bambina e a scuola andavo bene, quindi “perché preoccuparsi?”»
Aline (nome di fantasia), 34 anni, è cresciuta con una madre alcolista.

I bambini che crescono in famiglie con problemi di dipendenze vogliono bene ai loro genitori e desiderano proteggerli. Dal canto loro, anche i genitori dipendenti vogliono essere buoni genitori e nascondono i loro problemi per paura e vergogna. Per questo motivo, nella maggioranza dei casi la difficile situazione famigliare in cui vivono resta nell’ombra e i figli devono portare il peso di questo segreto per tutta l’infanzia. Spesso nessuno si rende conto delle loro sofferenze.

 

A livello locale, nazionale e internazionale

La settimana di azione si inserisce nel contesto di iniziative in atto a livello internazionale: diversi paesi come la Germania, l’Irlanda, la Svezia, la Finlandia, la Slovenia, gli Stati Uniti, la Corea del sud e l’India organizzano, in parte già da parecchi anni, settimane di azione come quella svizzera. Nel nostro paese vi partecipano molte organizzazioni, che prevedono eventi con una buona visibilità tra la popolazione in 14 cantoni. Cliccando sul link sottostante troverete l’elenco (non ancora completo) di più di 30 attività e degli enti che le organizzano a livello locale e che mettono volentieri a disposizione dei media la loro esperienza. Inoltre, alcune persone che in passato sono state confrontate con il problema hanno deciso di condividere le loro testimonianze.

Trovate ulteriori informazioni e le testimonianze dei diretti interessati nell’allegato e sul sito ufficiale della campagna www.figli-genitori-con-dipendenze.ch, cliccando su:

 

Per maggiori informazioni

(in tedesco) Markus Meury
portavoce
mmeury@suchtschweiz.ch 
021 321 29 63

 

(in francese) Sarah Vilpert
responsabile della campagna
svilpert@addictionsuisse.ch
021 321 29 30